Sei termini raccontano i segreti della Laguna di Venezia

Click here to read the English version Dopo l’incidente a Venezia lo scorso 2 giugno quando una nave da crociera si è schiantata contro un battello turistico e la banchina nel Canale della Giudecca, si sono scatenate le discussioni sul futuro della città di Venezia e lo spostamento del porto turistico.

Prima di discutere, bisogna conoscere le caratteristiche della Laguna: La città senza la Laguna non esiste: qualsiasi proposta riguardante il porto deve prendere in considerazione sei termini, usati per discutere sullo sviluppo della Laguna dagli ingegneri veneziani fin dall’ XI secolo.

Quando arrivi a Venezia, la prima impressione sarà anche il blu intenso, verde turchese e lo specchio d’acqua blu-grigiastra che circonda la città. Questa distesa d’acqua, la Laguna, è molto più di una “scenografia romantica”: Senza che Laguna assolva i suoi compiti, Venezia non potrebbe sopravvivere. Per i veneziani, la Laguna rappresenta la linfa vitale, la loro pianura liquida. Qualsiasi proposta di modifica apportata alla Laguna, dai lavori di dragaggio di un canale alla creazione di strutture portuali, deve tenere conto dei seguenti termini descritti nei manuali degli esperti idraulici ai tempi della Repubblica: Ghebo, barena, bocca, argine, escursione termica, Scanno della Pisciotta.

Ghebo: La Laguna è attraversata da un gran numero di canali stretti e bassi che si diramano in molte direzioni. Questi canali si chiamano ghebi, formati dalle correnti marine e fluviali in Laguna. L’ esistenza di un sistema di canali naturali permette di descrivere la Laguna quale organismo vivente: i canali profondi possono essere paragonati alle arterie principali, ma per l’intero sistema di funzionare e fornire il nutrimento per gli animali in Laguna (plancton che arriva dal mare aperto), i ghebi devono essere in grado di svolgere il loro compito.

Quando i primi abitanti si stabilirono in Laguna, i ghebi si diramavano da quattro canali profondi seguendo le foci dei fiumi. Sin dall’inizio era difficile e spesso pericoloso navigare in Laguna, e per aumentare la sicurezza, pali di legno chiamati bricole / mede segnano i percorsi sicuri per le barche. A volte, i ghebi si allargavano per creare bacini chiamati sacche o secche, in un passato remoto adibite a saline.

Barena: Una barena è costituita da melme sabbiose ricoperte di erba e lavanda marina ed altre erbe commestibili. Spesso risulta difficile distinguere tra una barena vera e propria, e ciò che si definisce un’isola!

Viste dall’alto, le barene sembrano tappeti sinuosi, color giallastro-verdognoli e marrone-lavanda in estate inoltrata. Le barene agiscono come spugne e sono in grado di assorbire l’acqua in eccesso (inondazioni, acqua alta) e di purificare la Laguna dalle tossine rilasciate dalle navi di passaggio. Quindi, la funzione delle barene è bilanciare l’ecosistema lagunare, ma è davvero fattibile a lungo termine? Sì, ma con qualche eccezione; Finora, in Laguna si sono verificati quattro maremoti. Inoltre, il fenomeno chiamato subsidenza fa affondare le isole e altre (ri)emergere. Un esempio è l’isola di Sant’Ariano situata vicino a Torcello. Queste e le poche volte quando le leggi delle maree non funzionano, rappresentano le uniche limitazioni in cui le barene non svolgono il proprio lavoro di proteggere la Laguna dall’inquinamento e dalle maree eccessive.

Bocca di Porto Le aperture tra le isole esterne (Lido, Pellestrina) separando la Laguna dal mare aperto permettono all’acqua di mare di trasportare le sostanze nutritive in Laguna. Più profonda è la bocca di porto (ampliata e approfondita per far passare le navi da crociera o le petroliere), più acqua entra in Laguna durante l’alta marea. Le barene e i ghebi di questa zona non sono più in grado di svolgere il loro compito di assorbire l’acqua in eccesso.

Ne segue che l’alta marea arriva direttamente a Venezia. Nel XVI secolo esistevano ancora cinque bocche di porto, e fu il famoso ingegnere idraulico Cristoforo Sabbadino (1490-1560) a far chiuderne due per evitare la Laguna viva (vedi sotto) si trasformasse in un braccio di mare.


Argine: ll prossimo termine da prendere in considerazione è argine, una diga che segue lo spartiacque separando Laguna viva (irrorata dalle acque marine = Laguna Sud) e Laguna morta (= Laguna Nord, dove le correnti marine non arrivano). In realtà, sono due Lagune che durante il periodo romano erano chiamate I Sette Mari. Nel 1610, l’argine chiamato Taglio Novissimo fu costruito per impedire che la Laguna morta, costituita da sacche d’acqua dolce alle foci dei fiumi, si trasformasse in una palude inabitabile. In questo modo, gli ingegneri idraulici della Repubblica di Venezia furono in grado di prolungare la vita della nostra Laguna, e di proteggere flora e fauna per permettere agli insediamenti umani di sopravvivere in questo ambiente salmastro e a volte ostile.

Escursione termica: La marea in Laguna funziona a seconda delle stagioni: in estate si ha una sola alta marea al giorno, mentre in inverno avvengono due picchi. Dunque in estate, il livello dell’acqua si abbassa e l’aumento della temperatura che ne segue può mettere a rischio la sopravvivenza di pesci, molluschi, uccelli e piante durante i caldi mesi estivi. Quindi risulta indispensabile lasciare le bocche di porto aperte per consentire alle maree di irrorare la Laguna. L’ escursione termica deve essere preso in considerazione anche dal progetto Mose, che durante maree eccessive chiuderebbe temporaneamente e ripetutamente le bocche di porto tramite barriere, con il il potenziale di danneggiare la vita in Laguna.

Mantenere vivo l’ecosistema lagunare non è mai stato facile: Il sopramenzionato Sabbadino mise in guardia contro la chiusura della bocche di porto nel 1555 (!) in quanto ciò avrebbe trasformato la Laguna in “piscina”: il plancton, le sostanze nutritive per i pesci non potrebbero arrivare nei valli da pesca (allevamenti ittici), e la ripetuta mancanza di acqua di mare sarebbe critica per la vita animale e vegetale in generale. La soluzione che Sabbadino propose consisteva nel mantenere solo tre bocche di porto, strette e basse, per garantire che acqua marina e sostanze nutritive arrivassero in Laguna.

Scanno della Pisciotta: Fino al diciannovesimo secolo, le carte nautiche mostrano l’esistenza di una grande duna sabbiosa a forma di banana al largo del Lido e della penisola del Cavallino. Questa duna doveva essere mantenuta con cura per evitare che ostruisse la bocca del porto del Lido. Le dune di sabbia situate tuttora su entrambi i lati della bocca di porto sono parenti stretti dello Scanno ancora visibili ai nostri tempi. E qui, in mare aperto a ridosso dello Scanno, il porto di Venezia era collocato ai tempi della Repubblica fino al 1797, per evitare di danneggiare le tegnue situate al largo di Chioggia e delle isole esterne confinanti con il mare aperto.

Porto : I termini ghebo, barena, bocca, argine, descrivono la situazione in seguito allo scavo dei canali oppure alla creazione di un impianto portuale in Laguna: Ghebi e barene sarebbero rimossi, le bocche di porto allargate ed approfondite, gli argini spostati, danneggiando lo spartiacque che funge da barriera tra le due lagune, Laguna viva e Laguna morta, ed i loro habitat rispettivi.

Ne segue che proteggere sia la Laguna che gli interessi commerciali della Repubblica di Venezia non è mai stato facile. La prosperità economica della città dipendeva dal trasporto di merci dal Levante a Venezia e viceversa a bordo di navi mercantili, i più grandi tra i quali non ricevevano mai il permesso di entrare in Laguna, ma erano invece ormeggiati a ridosso dello Scanno. Passeggeri e merci furono portati a Venezia (o meglio, alle isole di quarantena) a bordo di navi più piccole e piatte in grado di navigare i ghebi.

Se vuoi saperne di più su come funziona la Laguna, guarda la video presentazione Governare le Acque di Luigi d’Alpaos (Istituto Veneto e Università degli Studi di Padova), uno dei più rinomati professori ed esperti dell’idraulica lagunare dei nostri tempi.

This blog post is Part 3 of Cruiseship Accident in Venice, 2 June 2019: Click here to read Part One: Cruiseship Accident in Venice: What Happened, the Background and the Future, and here to read Part Two: How Ships Damage the Lagoon, and What is Being Done: Expert Opinions.

Click here to read the English version

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